Il problema pare consistente: qualcosa come una tonnellata e mezzo di escrementi di cane da far "sparire" ogni giorno a Bologna.
Molti di questi "ricordini" vengono lasciati sotto i portici e per le strade della città da padroni poco zelanti.
Contro questo malcostume i controlli dei vigili urbani paiono non dare grandi frutti, visto che in tutto il 2005 le multe fatte ai proprietari di cani che non raccolgono le feci dei loro animali ammontano a zero: neanche una.
"Meglio" se la sono cavata gli ispettori ambientali di Hera con 34 sanzioni da 50 euro nel 2005, contro le 49 del 2004.
Eppure, secondo consiglieri comunali di centrosinistra e centrodestra, il problema delle feci canine (sollevato in commissione Sanità da un ordine del giorno più generale di Forza Italia sul malcostume di usare i muri della città come wc, magari dopo una serata al pub), è piuttosto serio e la situazione non accenna a migliorare.
"Con 30 mila cani, ciascuno dei quali produce di media 50 grammi di deiezioni solide al giorno, fanno una tonnellata e mezzo", calcola Valerio Monteventi (Prc).
Ma e' "una scorciatoia sbagliata", aggiunge, prendersela coi cani dei punkabbestia, "che sono in tutto 70 o 80".
Forza Italia, inoltre, con Lorenzo Tomassini presenta una sorta di mappa della variante umana del fenomeno e propone anche l'introduzione di "figure ad hoc con tanto di corso di formazione e successiva abilitazione" per contrastarlo. "Bisogna sollecitare i vigili a fare il loro dovere e rafforzare le guardie ecologiche", sollecita Alberto Vannini, capogruppo LatuaBologna.
"I vigili sono oberati da mille compiti, e poi per contrastare il fenomeno dovrebbero fare veri e propri appostramenti", gli risponde l'assessore alla Sanità Giuseppe Paruolo.
Il quale, invece, pensa piuttosto a una campagna di sensibilizzazione, fondi del Comune permettendo.
Se qualche risorsa arriverà, afferma, "qualche investimento sarei disposto a farlo".
